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EMERGENCY
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EMERGENCY è un’associazione umanitaria senza fine di lucro, costituita a Milano nel 1994, per portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati e delle mine - nel mondo sono più di 110 milioni le mine disseminate in almeno 67 Paesi. Interviene nella riabilitazione degli amputati, nella ricostruzione di strutture sanitarie distrutte nel corso dei conflitti. Fino ad oggi ha curato oltre 2.000.000 di casi nei suoi ospedali, centri per la riabilitazione fisica e sociale, posti di primo soccorso, centri sanitari per l’assistenza medica di base.
E’ impegnata nella difesa dei diritti umani di chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione.
Al finanziamento delle sue iniziative EMERGENCY provvede soprattutto grazie alle donazioni di persone che le hanno trovate meritevoli di sostegno. I finanziamenti che provengono da istituzioni, sono rigidamente finalizzati e circoscritti a specifici progetti ed interventi e in nessun modo sostituiscono il sostegno volontario dei privati, che a chiusura del bilancio 2005 ha rappresentato l’86% delle entrate.
In Italia è attiva nella sensibilizzazione e diffusione di una cultura di pace e solidarietà grazie all’impegno di oltre 4000 volontari coordinati dalla sede di Milano e organizzati in 200 gruppi che non hanno autonomia di spesa e svolgono gratuitamente il loro impegno.
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SITI AMICI
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Facciamo la PACE con i DIRITTI 2010
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EMERGENCY DAY Puglia - Monopoli 16-17-18 Luglio
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25 APRILE SEMPRE
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In occasione della Festa della Liberazione, domenica 25 aprile, dalle ore 16 presso il Cortile del Campo di Hockey a Torre Santa Susanna si svolgerà la manifestazione 25 APRILE SEMPRE manifestazione di MUSICA, TEATRO, DIBATTITI e POESIA.
La manifestazione vuole essere non soltanto una preziosa occasione di memoria collettiva, ma anche una ferma assunzione di responsabilità nel presente e per il futuro, affinché non si perdano di vista i valori di libertà, solidarietà, uguaglianza, rispetto dei diritti, legalità, pace: valori, nati dalla lotta di LIBERAZIONE contro il nazifascismo, che trovano piena espressione nella Costituzione della Repubblica Italiana. Un modo per riflettere insieme sulla Storia, per crescere nella cultura della Liberazione e dei principi fondamentali della nostra Costituzione.
Il 25 Aprile è una giornata di memoria storica e politica, lo festeggiamo ricordando tutti quei partigiani che combatterono non solo contro il nazifascismo ma anche e soprattutto per un futuro migliore, per una società basata sui principi della libertà, dell'uguaglianza e della fratellanza tra i popoli.
A 65 anni di distanza continua ogni giorno l’azione di RESISTENZA per il rispetto dei diritti umani contro le misure xenofobe e razziste, per la libertà di azione contro l’illegalità, per la PACE contro qualsiasi guerra … per il futuro!
Durante la giornata sono previsti momenti di SPORT, MUSICA, TEATRO, DIBATTITI e POESIA.
In mattinata dalle ore 9,30 in poi, si terrà un raduno-torneo di calcio, categoria PULCINI, curato dall’associazione sportiva AMATORI GIOVENTU’ SPORT TORRE.
Dalle ore 16,00 fino a tarda serata si alterneranno sul palco MILISTROIKA, GINO CESARIA, GIANCARLO PAGLIARA, LENULA, RISONANZE FOLK, PICCOLA COMPAGNIA INSTABILE, EDUAFRICA, Gianni VICO, Paola PETROSILLO, CANZONI A MANOVELLA, PEPPACCIO, Davide BERARDI ed altri artisti.
Tra musica, teatro e poesia ci sarà anche un momento di incontro e riflessione sul tema dei DIRITTI con Alessandro Cobianchi (Presidente regionale ARCI), don Raffaele Bruno (Referente regionale LIBERA) ed un rappresentante di EMERGENCY. Questo momento sarà concluso dalla testimonianza diretta del partigiano Mino Delle Grottaglie e dal collegamento telefonico con Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza, testimone della resistenza quotidiana del popolo palestinese.
La manifestazione è organizzata dalle associazioni: ACLI Circolo don Oronzo Elia, AMNESTY INTERNATIONAL, ADELANTE, ARCI, BRINDISIxGAZA, CIVICO 73, EMERGENCY Prov. Brindisi, LA MANOVELLA, LIBERA, MAMADU', PETRA, TEATRO E VITA, con il patrocinio morale del Centro Servizi Volontariato POIESIS di Brindisi.
Durante la giornata sarà allestito un banchetto raccolta firme per la Campagna Referendaria L’ACQUA NON SI VENDE, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione dell’acqua.
Dal pomeriggio saranno presenti stand gastronomici e banchetti informativi delle associazioni.
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IO STO CON EMERGENCY
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IO STO CON EMERGENCY Firma l'appello
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ROMA
Sabato 17 Aprile - Piazza San Giovanni ore 14,30
Gino Strada, fondatore di Emergency, e Cecilia Strada, Presidente di Emergency, saranno sul palco della manifestazione di domani sabato 17 aprile – ore 14.30 in piazza San Giovanni – per chiedere la liberazione dei membri dello staff fermati in Afganistan. Saranno con loro Fiorella Mannoia, Lella Costa, Vauro, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Paola Turci, Casa del vento.
La manifestazione non è di carattere politico. Emergency invita tutti i cittadini a partecipare con uno straccio bianco di pace e non con bandiere e simboli di partito.
In meno di 4 giorni, oltre 350 mila persone hanno sottoscritto l’appello “Io sto con Emergency” pubblicato sul sito www.emergency.it, da Fiorello a Claudio Magris, da Claudio Bisio a Gabriele Salvatores.
Hanno sottoscritto l’appello anche 8.500 abitanti di Anabah, valle del Panshir, Afganistan. In questo modo, gli abitanti della valle, dove Emergency ha un ospedale generale, un centro di maternità e 18 posti di primo soccorso, hanno voluto manifestare la propria solidarietà all’associazione che dal 1999 assicura assistenza sanitaria gratuita e di alta qualità dove non esistono altre strutture sanitarie qualificate.

"Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale.
Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani. Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso".
IO STO CON EMERGENCY Firma l'appello
Afghanistan, arrestati a Lashkargah tre operatori italiani di Emergency
Sono accusati di coinvolgimento in un complotto per uccidere il governatore dell'Helmand. Emergency: " Accusa ridicola"
Tre operatori italiani dell'ospedale dei Emergency a Lashkargah, nella provincia meridionale di Helmand, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza afgane e dalle truppe britanniche Isaf (entrate armate nell'ospedale: VIDEO) con l'accusa di coinvolgimento in un complotto per organizzare attentati suicidi e per assassinare il governatore locale, Gulab Mangal.
I tre sono Marco Garatti, coordinatore medico del progetto di Emergency in Afghanistan, Matteo Dell'Aira, infermiere capo dell'ospedale di Lashkargah, e Matteo Pagani, logista dello stesso ospedale.
Assieme a loro sono stati fermati altri sei dipendenti afgani dell'ospedale.
Secondo Daud Ahmadi, portavoce del governatore di Helmand, le forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nell'ospedale di Emergency hanno trovato nel magazzino dell'ospedale giubbotti esplosivi, granate e armi da fuoco.
Non si sa dove gli arrestati siano detenuti.
La sede milanese dell'ong non e' ancora riuscita a parlare con loro.
"Quando abbiamo provato a chiamare il telefono di uno dei nostri operatori - ha dichiarato Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency - ha risposto un uomo che si e' qualificato come appartenente alle 'forze britanniche Isaf', ci ha assicurato che gli italiani erano con lui e stavano bene, ma non ce li ha passati".
"L'accusa di un qualsiasi complotto o del favoreggiamento di qualsiasi azione violenta è assolutamente ridicola", ha detto Notarianni. "Chiunque, qualsiasi afghano medio, ridirebbe del fatto che qualunque membro dello staff di Emergency possa complottare alcunché. Dal ministro Frattini ci aspettiamo che faccia immediatamente rilasciare i nostri medici e che esiga che la situazione torni alla normalità. L'ospedale di Lashkargah opera in una situazione difficile nella provincia di Helmand è in corso da settimane un'operazione militare che ha colpito molti civili, che spesso non potevano ricevere alcun soccorso".
La Farnesina, dal canto suo, "ribadisce la linea di assoluto rigore del governo italiano contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanistan, così come altrove" e che "i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile ne' direttamente ne' indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana".
Per Gino Strada, fondatore di Emergency, "l'accusa mossa ai nostri e' assurda: e' come se in Italia si facesse circolare la voce che Don Ciotti sta complottando per uccidere il papa, e mi scuso con il mio amico per questo esempio. È vero - continua Strada - che il progetto che Emergency sta portando avanti in Afghanistan non è finanziato dalla cooperazione, ma ha ricevuto la 'conformità' del ministero degli Esteri, termine tecnico per dire che la Farnesina riconosce quel progetto e lo avalla, quindi non è vero che si possono tirare fuori". Sulle armi rinvenute nell'ospedale, Strada ha detto: "Non posso escluderlo, come non posso escludere che qualcuno possa entrare con una pistola in qualunque ospedale italiano".
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Noi ce ne possiamo anche andare via, ma voi?
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Come sempre, Emergency crede che i diritti, più che declamati, vadano messi in pratica. Come facciamo dal 2006, nel nostro Poliambulatorio di Palermo, che offre assistenza sanitaria gratuita ai migranti,con o senza permesso di soggiorno, ma anche alla popolazione italiana in stato di bisogno. E il nostro concreto impegno per il 2010 è la ricerca di spazi e di disponibilità per aprire altre strutture sanitarie, in Italia, sul modello di quella di Palermo. Un impegno che ha bisogno della collaborazione delle istituzioni e di tutti i cittadini che si riconoscono nel dovere dell’accoglienza a chi approda in questo Paese fuggendo la guerra e la povertà che continuano ad essere seminate nel mondo.
Emergency aderisce con convinzione alla mobilitazione dei migranti organizzata per il 1° marzo 2010. Consapevoli che loro, i migranti, difficilmente potranno partecipare: proprio perché i più deboli, i più ricattabili. Proprio per questo motivo riteniamo importante la partecipazione di quanti possono (ancora?) godere di questo diritto. E per dare una volta di più concretezza alla nostra adesione, i dipendenti di Emergency che, nella giornata del 1° marzo, aderiranno alla mobilitazione devolveranno la giornata di lavoro al Poliambulatorio di Palermo e invitano volontari e sostenitori a fare altrettanto, o più semplicemente quantificando la cifra corrispondente (può valere anche per i pensionati) e effettuando una donazione, con causale "1° marzo", su:
- c/c postale intestato a EMERGENCY Ong Onlus n. 28426203 (IBAN IT37
Z076 0101 6000 0002 8426 203)
- c/c bancario intestato a EMERGENCY Ong Onlus IBAN IT 41 V 05387
01600 000000713558 presso Banca Popolare dellEmilia Romagna
- con carta di credito, online
(vedi sito www.emergency.it).
Vogliamo rilanciare, proponendo a tutti i lavoratori italiani (indipendentemente dalle sigle sindacali a cui appartengono, sempre che vi appartengano) di aderire alla giornata di protesta degli immigrati. Non astenendosi dal lavoro, ma con lo strumento dello sciopero bianco. Devolvendo la giornata di lavoro, o anche solo due ore, a chi concretamente supplisce alle vergognose carenze dello Stato italiano. Ognuno scelga a chi devolvere le proprie ore, ma il gesto però crediamo che vada fatto. Un gesto importante, ancor più significativo in un momento di crisi come questo, che può dare voce, forza e coraggio a chi cerca ostinatamente di costruire una società più giusta. Per noi che siamo nati qui, non solo per coloro che sono stati costretti a raggiungerci.
E invitiamo tutti a porsi la domanda: “Loro se ne possono pure andare, ma noi?"
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Giornata della Memoria - 27 gennaio 2010
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Oggi si celebra l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, simbolo dell'orrore, dell'Olocausto, della follia umana e dell’imbarbarimento della civiltà. In questa giornata la memoria non può che tornare indietro alle leggi razziali, alle deportazioni e allo sterminio di milioni di ebrei, di rom e omosessuali e a tutti coloro che si opposero ai massacratori fino all’estremo sacrificio.
Circoscrivendo, però, la MEMORIA a questa giornata si rischia di scivolare nella retorica, quando invece la barbarie e gli egoismi umani imporrebbero una memoria vigile e perenne. Questa Giornata rappresenta un’occasione di preziosa memoria collettiva, ma deve rappresentare anche una ferma assunzione di responsabilità nel presente e per il futuro, affinché non si perdano di vista i valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana e affinché si rafforzi nel Paese quella coscienza civile necessaria a contrastare ogni manifestazione di razzismo e antisemitismo ancor oggi presenti e diffusi in Italia come in Europa.
Razzismo e xenofobia si combattono ricordando il passato evitando di commettere gli stessi errori...(leggi tutto)
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GAZA Restiamo Umani - Presentazione libro - Domenica 29 novembre
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GIORNATA NAZIONALE EMERGENCY 2009
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LA NOSTRA IDEA DI PACE
SABATO 24 ottobre
Teatro Padri Carmelitani - Torre Santa Susanna

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FACCIAMO LA PACE CON I DIRITTI 2009
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13 agosto, Torre Santa Susanna (Br)
Si svolgerà giovedì 13 agosto a Torre Santa Susanna l’Edizione 2009 della manifestazione FACCIAMO LA PACE CON I DIRITTI in favore di EMERGENCY ONG-ONLUS.
La manifestazione, organizzata dal Gruppo Territoriale Emergency della Provincia di Brindisi e dall’Associazione di volontariato ADELANTE, si propone di veicolare un messaggio, la PACE non si impone, non si promuove con politiche di forza, ma con politiche di dialogo, di comprensione, di amicizia e di solidarietà. Il rispetto dei DIRITTI UMANI è frutto di un lungo ascolto del prossimo, di dialogo costante e di rispetto delle tradizioni e delle culture.

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Inaugurazione sede - 10 luglio 2009 - Torre S. Susanna
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IO NON TI DENUNCIO
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IO NON TI DENUNCIO
A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di
cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare.
Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma.
Si metterebbero così gli individui nella condizione di scegliere fra l’accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione presente in Italia nella clandestinità sanitaria, con grandi rischi per sé e per la collettività.
Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facoltà di denunciare i loro pazienti irregolari.
Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l’unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico.
Questo è il modo in cui Emergency ha lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza distinzioni.
Questo è il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo.
Anche di fronte all’inciviltà sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.
Puoi trovare la maglietta IO NON TI DENUNCIO presso i nostri banchetti, oppure contattandoci.
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FACCIAMO LA PACE CON I DIRITTI 2008
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Si è svolta il 13 agosto 2008, presso il cortile del campo di Hockey a Torre Santa Susanna (Br), la manifestazione Facciamo la PACE con i DIRITTI. All’organizzazione della manifestazione hanno collaborato il Centro Servizi Volontariato di Brindisi, l’Associazione MAMADU’ di Brindisi, l’Unione Degli Studenti e Pagliarotto&Friends di Torre Santa Susanna.
A 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani malgrado il continuo parlare negli di DIRITTI UMANI, INTEGRAZIONE e PACE, essi non sono divenuti parte integrante del dibattito pubblico, tanto sul piano culturale che su quello politico. Tutto ciò è dimostrato dall’assenza di una riflessione sullo stato dei diritti umani nel mondo occidentale segnato dal bisogno di sicurezza che deriva dalla minaccia terroristica.
Convinti che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e che il riconoscimento di questo principio“ costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della PACE nel mondo” (Dichiarazione Universale Diritti Umani, 1948) la manifestazione attraverso i diversi momenti che si sono susseguiti ha cercato di veicolare un messaggio: la PACE non si impone, non si promuove con politiche di forza, ma con politiche di dialogo, di comprensione, di amicizia e di solidarietà. Il rispetto dei DIRITTI UMANI è frutto di un lungo ascolto del prossimo, di dialogo costante e di rispetto delle tradizioni e delle culture.
Alle ore 21,00 si è tenuta la proiezione del film inchiesta MARE NOSTRUM di Stefano Mencherini. A seguire Lorenzo CAIOLO (Coordinatore pedagogico Progetto Scuola - Centro Servizi Volontariato Brindisi) ha fatto da moderatore agli interventi dell’avvocato Stefano PALMISANO (Medicina Democratica) e di fra Ettore Elia MARANGI (frate francescano d’Assisi) sul tema dei Diritti Umani.
Alle ore 23,00 sul palco si è esibita la PICCOLA COMPAGNIA INSTABILE (Brindisi)
A seguire si è tenuto il tanto atteso concerto dei MERCANTI DI LIQUORE (Monza), per la prima volta in provincia di Brindisi, che hanno regalato emozioni fino a tarda notte ad un pubblico numeroso (si sono contate oltre mille presenze nel corso della manifestazione).
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CIAO TERESA
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Ricordando TERESA
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“I bambini, qui, quando hanno finito di giocare a pallone si tolgono le scarpe. I nostri bambini in Iraq, quando hanno finito di giocare si tolgono le gambe”. Teresa aveva un modo semplice e disarmante di raccontare il lavoro di Emergency, il suo lavoro. A volte bastava dare un’immagine: quella, appunto, dei ‘nostri bambini’, dei pazienti saltati su una mina e curati presso i centri chirurgici di Emergency in Iraq, che poi hanno ricevuto un paio di gambe (o di braccia) nuove nel Centro di riabilitazione che oggi porta il suo nome.
A raccontare dei nostri pazienti e delle loro ferite, specialmente quando si tratta di bambini, si rischia di scadere subito nella retorica: nulla di più lontano da Teresa, dalla sua personalità, e dalle sue parole. Nessuna retorica in lei, nessun compatimento, nessuno spazio per la commiserazione: di fronte alle brutture che ogni giorno invadono i nostri ospedali non bisogna perdere tempo a dire “poverini”, c’è semmai da chiedersi “E adesso che cosa possiamo fare?”.
La cosa più preziosa che possiedo è un libro di Bertolt Brecht, le Poesie di Svendborg, che mi ha regalato lei, vent’anni fa. Alcune poesie hanno accanto un segno a matita – perché “sui libri non si scrive a penna!” – e sono le sue preferite, quelle che “questo basta a capire la guerra”.
La guerra che verrà non è la prima: prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente.
Ecco: senza retorica, solo una constatazione. A farne le spese è la povera gente, sempre e comunque. E Teresa, nel corso dei quindici anni della sua storia d’amore con Emergency, l’ha visto bene: Cambogia, Sierra Leone, Afghanistan, Iraq…lingue diverse, colori diversi, sapori diversi, storie diverse, ma in fondo la stessa storia: la povera gente faceva la fame.
Teresa è morta un anno fa, il primo settembre di un pessimo duemilaenove. In quest’anno, non è riuscita a vedere molte cose: la sua Emergency continua a lavorare, e tanto. Abbiamo inaugurato un nuovo Centro pediatrico di Nyala, in Darfur, da lei tanto voluto. Un Poliambulatorio per migranti (e non solo) a Marghera, che aprirà a metà ottobre. Il Centro che presto costruiremo nella Repubblica Democratica del Congo. E adesso che cosa possiamo fare?
Cecilia Strada
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